Integrazione CUP Fatture: guida alla nuova procedura web

A partire dal 27 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha reso operativa una procedura web innovativa che risolve un problema storico della fatturazione: la possibilità di integrare o correggere il Codice Unico di Progetto (CUP) direttamente nel portale dell’Agenzia, senza dover richiedere la riemissione della fattura al fornitore.

Questa novità, introdotta dal Provvedimento prot. n. 563301 del 10 dicembre 2025, rappresenta un’importante semplificazione per tutti i soggetti che ricevono fatture relative a spese coperte da incentivi pubblici, in particolare quelli finanziati dal PNRR, dal Piano Nazionale Complementare e dai fondi per le politiche di coesione.

Perché il CUP è obbligatorio nelle fatture

La normativa di riferimento

Con la pubblicazione del Decreto Legge 24 febbraio 2023, n. 13 (convertito dalla Legge 21 aprile 2023, n. 41), il legislatore ha introdotto un obbligo stringente: dal 1° giugno 2023, tutte le fatture elettroniche relative all’acquisizione di beni e servizi finanziati con incentivi pubblici devono contenere il Codice Unico di Progetto (CUP).

Questo obbligo è disciplinato dall’art. 5, commi 6, 7 e 8 del D.L. 13/2023 e si applica indistintamente a beni e servizi finanziati da Pubbliche Amministrazioni, incentivi erogati tramite soggetti privati o altri enti pubblici agenti per conto della PA, e qualsiasi forma di agevolazione, a qualunque titolo e forma.

Quali sono gli incentivi interessati?

L’obbligo del CUP riguarda specificamente le fatture relative a beni e servizi oggetto di incentivi pubblici alle attività produttive. Rientrano in questa categoria i finanziamenti PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), gli interventi dal Piano Nazionale Complementare (PNC), i fondi per le politiche di coesione e gli investimenti nazionali in generale.

Qual è il CUP da indicare?

Il CUP che deve essere riportato in fattura è necessariamente quello riportato nell’atto di concessione dell’incentivo, oppure comunicato al momento dell’assegnazione dell’agevolazione o della richiesta dell’incentivo.

Nel caso di più CUP associati alla stessa spesa, occorre indicare il primo CUP acquisito in ordine temporale. I CUP successivi possono essere riportati nelle quietanze di pagamento.

I problemi della vecchia procedura

Prima dell’attivazione del servizio web del 27 gennaio 2026, la situazione era piuttosto rigida. Se il CUP era assente o errato nella fattura originaria, l’unica soluzione consisteva nel chiedere al fornitore di emettere una nota di credito per annullare la fattura originale, attendere l’emissione di una nuova fattura contenente il CUP corretto e gestire amministrativamente due documenti al posto di uno.

Questo comportava tempi lunghi e comunicazioni multiple con i fornitori, rischi di perdita di benefit fiscali per meri errori formali, complicazioni nella rendicontazione verso gli enti erogatori del contributo e difficoltà nei controlli fiscali per mancata tracciabilità della spesa. Oggi, fortunatamente, il panorama è cambiato radicalmente.

La soluzione: il nuovo servizio web

Come funziona la procedura

L’Agenzia delle Entrate ha attivato, nel portale “Fatture e Corrispettivi” (all’interno dell’area riservata), uno specifico servizio web che consente di integrare il CUP mancante in una fattura che ne era sprovvista, correggere un CUP errato senza modificare il documento originale, consultare l’elenco dei CUP associati alle fatture ricevute e tracciare tutte le operazioni di integrazione e correzione effettuate.

Chi può accedere?

La procedura è fruibile dai cessionari e committenti (i soggetti destinatari delle fatture e beneficiari degli incentivi pubblici) e dagli intermediari delegati, ossia professionisti come commercialisti, consulenti fiscali e CAF a cui sia stata conferita la delega specifica per la “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche” secondo il Provvedimento n. 375356 del 2 ottobre 2024.

L’intermediario può operare con una delega unica, semplificando enormemente la gestione per le aziende che si affidano a un professionista.

Quali fatture possono essere integrate?

L’integrazione del CUP è disponibile per fatture elettroniche ricevute tramite il Sistema di Interscambio (SdI) con data operazione successiva al 31 maggio 2023 (coerente con l’inizio dell’obbligo), non rifiutate dal SdI, indipendentemente dal fatto che un CUP sia già stato indicato o meno dal fornitore.

Sono quindi coperte sia le situazioni di CUP completamente assente sia quelle in cui è stato indicato in modo errato.

Guida passo-passo: come usare il servizio

Fase 1: accesso al portale

Per utilizzare il servizio è necessario accedere al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it), entrare nell’area riservata con le proprie credenziali (SPID, CNS o Carta d’Identità Elettronica), navigare verso il portale “Fatture e Corrispettivi“, cercare la sezione “Comunicazioni” all’interno della consultazione delle fatture ricevute e selezionare il link “Integrazione CUP”.

Fase 2: ricerca della fattura

Una volta entrato nel servizio di integrazione, occorre individuare la fattura tra quelle ricevute dal 1° giugno 2023 in poi. È possibile ricercare per numero di fattura, data, fornitore o importo. Il sistema esclude automaticamente le fatture rifiutate dal SdI.

Dopo aver individuato la fattura desiderata, si clicca sul link “Azioni” corrispondente e si visualizza lo stato attuale. Il sistema mostra i CUP già presenti (se indicati dal fornitore al momento dell’emissione) e anche eventuali CUP già integrati tramite questo stesso servizio in precedenza.

Fase 3: inserimento o correzione del CUP

Sulla schermata “Azioni” della fattura selezionata, è necessario verificare se il CUP è già presente. Se assente, si procede all’inserimento; se errato, si potrà inserire il CUP corretto (il sistema avrà entrambi a disposizione).

Cliccando sul bottone “Inserisci CUP”, si accede al modulo di inserimento dove compilare il Codice Unico di Progetto nel formato standard (esempio: J39J21001460001) e specificare lo scope dell’associazione, ossia se il CUP si applica all’intera fattura (quando tutti i beni e servizi sono oggetto dello stesso incentivo) oppure a singole righe (se la fattura comprende più beni e servizi, alcuni incentivati e altri no, o incentivati con CUP diversi).

Dopo aver confermato l’operazione cliccando il pulsante “Salva” o “Conferma”, il sistema registra l’integrazione con piena tracciabilità.

Fase 4: consultazione dei dati inseriti

Il servizio consente di consultare l’elenco completo dei CUP associati a ciascuna fattura, verificare sia i CUP originari (indicati dal fornitore) che quelli integrati successivamente e accedere allo storico di tutte le operazioni di integrazione e correzione.

Questa funzionalità è essenziale per verificare la corretta rendicontazione verso gli enti erogatori, preparare dichiarazioni fiscali accurate e rispondere ai controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Aspetti tecnici e limitazioni importanti

Il CUP originario non può essere eliminato

Una limitazione importante da conoscere riguarda il CUP inserito dal fornitore al momento dell’emissione della fattura, che non può essere eliminato o rettificato. Questo perché, una volta trasmesso al Sistema di Interscambio, il file XML della fattura non è più modificabile a livello centrale.

Se il fornitore ha indicato un CUP errato, non è possibile eliminare il CUP originario, ma è possibile inserire il CUP corretto tramite il nuovo servizio. Il sistema avrà a disposizione entrambi i codici (l’originario e la correzione), e nei propri registri e dichiarazioni si utilizzerà il CUP corretto.

I CUP inseriti successivamente possono essere corretti

Al contrario, i CUP che vengono inseriti tramite questo servizio web possono essere eliminati in caso di errore (tramite il tasto “Elimina CUP”) e possono essere corretti ripetendo l’inserimento del dato corretto. Questa flessibilità è utile per auto-correggere eventuali sviste nella compilazione.

Vantaggi operativi della nuova procedura

Semplificazione amministrativa

L’eliminazione della necessità di coordinamento con i fornitori comporta una riduzione dei tempi di regolarizzazione da giorni a minuti, l’eliminazione di passaggi intermedi quali email, richieste e monitoraggio, meno fatture duplicate (una sola fattura invece di originale più nota di credito più nuova emissione) e processi contabili più fluidi nel software gestionale.

Tracciabilità della spesa

La corretta indicazione del CUP tramite questo servizio garantisce piena tracciabilità della spesa associata al progetto finanziato, allineamento dei dati tra beneficiario, ente erogatore del contributo e Agenzia delle Entrate, e riduzione del rischio di controlli successivi per spese non tracciabili.

Certezza nei benefici fiscali

La procedura riduce significativamente il rischio di revoca del beneficio per meri errori formali di compilazione, il rigetto di domande di contributo per CUP mancante e peggioramenti nelle verifiche fiscali dovuti a documentazione incompleta.

Conformità ai requisiti PNRR ed europei

Per i progetti finanziati con risorse europee e PNRR, la corretta tracciabilità tramite CUP è requisito vincolante per l’erogazione dei fondi. Il servizio web facilita enormemente il rispetto di questi obblighi e consente una documentazione ordinata per le verifiche comunitarie.

Casistiche pratiche di utilizzo

Caso 1: fattura completamente priva di CUP

Situazione: hai ricevuto una fattura di acquisto di macchinari finanziati dal PNRR, ma il fornitore ha omesso di indicare il CUP.

Soluzione: accedere al servizio “Integrazione CUP”, ricercare la fattura per numero e data, cliccare “Azioni”, cliccare “Inserisci CUP”, compilare il CUP ricevuto nell’atto di concessione del contributo e confermare l’operazione. La fattura sarà così correttamente tracciata nel sistema.

Caso 2: CUP errato in fattura

Situazione: il fornitore ha indicato un CUP simile ma non esatto nella fattura, mentre tu possiedi quello corretto.

Soluzione: accedere al servizio “Integrazione CUP”, ricercare e selezionare la fattura, visualizzare il CUP errato già presente, cliccare “Inserisci CUP”, compilare il CUP corretto e confermare. Il sistema avrà entrambi i CUP (l’errato originario e il corretto da te inserito). Nelle dichiarazioni e rendicontazioni si utilizzerà il CUP corretto.

Caso 3: fattura con molteplici beni soggetti a diversi incentivi

Situazione: la fattura contiene cinque beni, tre finanziati dal PNRR (CUP A) e due finanziati da contributi nazionali (CUP B).

Soluzione: ricercare la fattura, cliccare “Azioni”, cliccare “Inserisci CUP” e nel modulo di inserimento selezionare l’opzione “Associa a singole righe”. Associare il CUP A alle righe dei tre beni PNRR, creare una seconda integrazione per associare il CUP B alle due righe dei beni con contributo nazionale e confermare entrambe le operazioni.

Caso 4: intermediario che gestisce per conto del cliente

Situazione: sei un commercialista e devi regolarizzare le fatture per diversi clienti.

Soluzione: accedere al portale dell’Agenzia con le proprie credenziali. La delega alla “Consultazione e acquisizione delle fatture” permette di operare su tutte le fatture dei clienti deleganti. Ricercare le fatture di ciascun cliente, eseguire l’integrazione del CUP per ogni fattura e mantenere uno storico ordinato delle operazioni eseguite per documentazione.

Considerazioni sulla contabilizzazione fiscale

In linea contabile

Dopo l’integrazione del CUP tramite il servizio web, la fattura originaria non viene modificata e rimane invariata nei propri registri. L’integrazione avviene a livello di Sistema di Interscambio. Nel software gestionale è possibile generare report che includono sia il CUP originario che quello corretto per analisi interna.

In dichiarazione dei redditi

La fattura continua a essere registrata una sola volta, senza duplicazioni. Il CUP corretto deve essere quello indicato in qualsiasi documentazione di rendicontazione verso l’ente erogatore. Se il beneficio fiscale è vincolato al CUP (ad esempio, deduzioni per spese agevolate), occorre fare riferimento al CUP regolarizzato tramite il servizio web.

Per i controlli dell’Agenzia

L’Agenzia delle Entrate, durante eventuali verifiche, avrà visibilità sia del CUP originario che di quello integrato, valuterà positivamente la tracciabilità e la proattività nel regolarizzare il dato e non considererà l’integrazione successiva come un “errore fiscale grave”, ma come un’azione di conformità.

 


Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente finalità informativa e divulgativa. Non costituiscono consulenza fiscale, legale o professionale specifica per la tua situazione.

Questo contenuto è aggiornato alla normativa vigente al gennaio 2026. Le disposizioni tributarie e le procedure operative possono subire modifiche: verifica sempre le informazioni sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it).

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